Giu201701
VENERDI 9 GIUGNO
** Presa Diretta A2 **
 
ore 18:30
Inaugurazione mostra personale di 
Bruno Aita e Manuel De Marco
 
Presentazione a cura di Alessandra Santin
La mostra di pittura esprime nel titolo “Presa diretta A2” il connubio tra le tecniche espressive dei due artisti, la presa diretta che è un timbro che all’istante imprigiona l’essenza sfuggente del modello, l’atto diretto di registrazione di un’impronta, un calco, un segno grafico effimero e transeunte che, come impresso su uno stampo incandescente si conserva e manifesta a futura memoria. Il segno registrato all’istante in una mimesi fulminea conserva così nelle opere dei due artisti una verità trasparente e cristallina, destinata a sfuggire nello svolgersi della catena dei significanti del logos comunicativo. La parola impressa, l’impronta, il calco, il gesto istantaneo si stampano a fuoco sulla superficie a protestare la loro impedita e assente abilità comunicativa, estrapolata dal contesto originario e collocata in una zona di estraneità ontologica inevitabile.

Artista industriale di rilevanza internazionale Bruno Aita (1954) riflette sulla relazione di straniamento tra uomo, natura e ambiente in termini prettamente pessimistici. Il degrado alienante è al centro della sua poetica e il nero è il colore che domina le sue composizioni. Nelle opere di Aita si esprime al più alto lirismo lo spirito della tragedia che caratterizza la condizione esistenziale dell’uomo nella società contemporanea che si sviluppa attraverso una continua esasperata estraniazione dal contesto naturale e l’immersione in un ambiente industriale dominato dalla tecnologia, dai telefoni cellulari e dalle costruzioni in lamiera. L’uomo si trova dunque, nelle opere di Aita, implicato suo malgrado in una condizione paradossale e kafkiana priva di vie d’uscita dove solo il nero della disperazione più cupa si pone come simbolo del suo inevitabile futuro.

Manuel De Marco (1987), artista poliedrico e multidisciplinare concentra la sua attenzione sul corpo umano e sulle sue capacità espressive. La contemporaneità dell’essere umano nella sua corporeità di soggetto incarnato e le aporie e paradossalità comunicative ad esso peculiari intrecciano ed uniscono la ricerca dei due artisti, entrambi preposti a comporre una attiva denuncia della società odierna e del soggetto contemporaneo che ne scaturisce.

Da un modello di comunicazione assente e degradata che possiamo dedurre dalle opere di Aita si passa, con De Marco, all’espressione di una relazionalità scarnificata e disintegrata, ridotta all’osso nel segno grafico di una parola ripetuta all’infinito e negli archetipi comunicativi delle impronte, che riportano la comunicazione ad un livello primitivo, animale, pre-concettuale e anti-concettuale, ricalcando una matrice prettamente arcaica ed istintiva. La negazione del Soggetto Cogitante, la negazione del concetto e la messa in discussione delle possibilità comunicative nell’oscuro orizzonte della contemporaneità accomunano nel profondo i due artisti, le cui opere abbinate generano un nero vortice che corrode la carne e l’intelletto dell’Uomo contemporaneo, lasciando nello spettatore lo stupore sommo e l’amarezza indelebile di un gesto fallito e una parola svuotata, che riportano inevitabilmente ad un’intersoggettività vissuta come angoscia e smarrimento esistenziale, smarrimento di sè e dell’Altro.

La mostra sarà visitabile fino al 01/07
Lun – Merc – Giov – Sab :: dalle 16 alle 19 
Dom :: dalle 16 alle 19.30
 
— Ingresso libero —
mdm-locandina

 

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