Giu201726

L’Associazione ArtPort, nel contesto del progetto Let’s Go!,

è lieta di ospitare il Complesso Coreografico Giovanile Bielorusso “Rovesnik”,

del Palazzo Repubblicano della Cultura di Minsk, per uno spettacolo di danza davvero unico.

Il corpo di ballo, composto da 40 giovani artisti fra gli 8 e 15 anni, presenterà un programma dal grande valore artistico e con una spettacolare girandola di stili e costumi di scena.
L’evento è organizzato con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Palazzolo dello Stella.

bielorussi

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Giu201701
VENERDI 9 GIUGNO
** Presa Diretta A2 **
 
ore 18:30
Inaugurazione mostra personale di 
Bruno Aita e Manuel De Marco
 
Presentazione a cura di Alessandra Santin
La mostra di pittura esprime nel titolo “Presa diretta A2” il connubio tra le tecniche espressive dei due artisti, la presa diretta che è un timbro che all’istante imprigiona l’essenza sfuggente del modello, l’atto diretto di registrazione di un’impronta, un calco, un segno grafico effimero e transeunte che, come impresso su uno stampo incandescente si conserva e manifesta a futura memoria. Il segno registrato all’istante in una mimesi fulminea conserva così nelle opere dei due artisti una verità trasparente e cristallina, destinata a sfuggire nello svolgersi della catena dei significanti del logos comunicativo. La parola impressa, l’impronta, il calco, il gesto istantaneo si stampano a fuoco sulla superficie a protestare la loro impedita e assente abilità comunicativa, estrapolata dal contesto originario e collocata in una zona di estraneità ontologica inevitabile.

Artista industriale di rilevanza internazionale Bruno Aita (1954) riflette sulla relazione di straniamento tra uomo, natura e ambiente in termini prettamente pessimistici. Il degrado alienante è al centro della sua poetica e il nero è il colore che domina le sue composizioni. Nelle opere di Aita si esprime al più alto lirismo lo spirito della tragedia che caratterizza la condizione esistenziale dell’uomo nella società contemporanea che si sviluppa attraverso una continua esasperata estraniazione dal contesto naturale e l’immersione in un ambiente industriale dominato dalla tecnologia, dai telefoni cellulari e dalle costruzioni in lamiera. L’uomo si trova dunque, nelle opere di Aita, implicato suo malgrado in una condizione paradossale e kafkiana priva di vie d’uscita dove solo il nero della disperazione più cupa si pone come simbolo del suo inevitabile futuro.

Manuel De Marco (1987), artista poliedrico e multidisciplinare concentra la sua attenzione sul corpo umano e sulle sue capacità espressive. La contemporaneità dell’essere umano nella sua corporeità di soggetto incarnato e le aporie e paradossalità comunicative ad esso peculiari intrecciano ed uniscono la ricerca dei due artisti, entrambi preposti a comporre una attiva denuncia della società odierna e del soggetto contemporaneo che ne scaturisce.

Da un modello di comunicazione assente e degradata che possiamo dedurre dalle opere di Aita si passa, con De Marco, all’espressione di una relazionalità scarnificata e disintegrata, ridotta all’osso nel segno grafico di una parola ripetuta all’infinito e negli archetipi comunicativi delle impronte, che riportano la comunicazione ad un livello primitivo, animale, pre-concettuale e anti-concettuale, ricalcando una matrice prettamente arcaica ed istintiva. La negazione del Soggetto Cogitante, la negazione del concetto e la messa in discussione delle possibilità comunicative nell’oscuro orizzonte della contemporaneità accomunano nel profondo i due artisti, le cui opere abbinate generano un nero vortice che corrode la carne e l’intelletto dell’Uomo contemporaneo, lasciando nello spettatore lo stupore sommo e l’amarezza indelebile di un gesto fallito e una parola svuotata, che riportano inevitabilmente ad un’intersoggettività vissuta come angoscia e smarrimento esistenziale, smarrimento di sè e dell’Altro.

La mostra sarà visitabile fino al 01/07
Lun – Merc – Giov – Sab :: dalle 16 alle 19 
Dom :: dalle 16 alle 19.30
 
— Ingresso libero —
mdm-locandina

 

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Giu201701

Venerdì 2 giugno presso il Parco Gaspari di Latisana

REALIZZAZIONE DEL MURALES CONTRO IL GIOCO D’AZZARDO

articolo

Dal Messaggero Veneto del 29 aprile.
Articolo di Paola Mauro

LATISANA. Azzardo bandito. Si basa su un gioco di parole la guerra dichiarata dal Comune di Latisana al gioco d’azzardo, da tempo messo al bando da Latisana, fra i primi Comuni ad aderire al cartello dei sindaci che poi ha portato alla legge regionale che vieta l’apertura di sale per il gioco in determinati ambiti cittadini.

E per rendere evidente questa campagna contro il gioco, la Giunta comunale ha dato il via libera alla realizzazione di un murales che simboleggia molto bene la rovina a cui porta la ludopatia: ideato dall’artista Francesco Patat, in arte Kerotoo, il murales che sarà lungo circa una ventina di metri, sarà realizzato a lato della salita che dal Parco Gaspari porta sull’argine del fiume Tagliamento: «un luogo scelto appositamente in quanto frequentato da bambini e ragazzi. Ed è proprio a loro che il Comune di Latisana si rivolge nell’ambito di una campagna informativa e formativa che mira a sensibilizzare proprio i più giovani a un corretto e consapevole uso del denaro», ci ha spiegato il sindaco Daniele Galizio.

L’artista ideatore e i volontari dell’associazione Art Port saranno al lavoro il prossimo 2 giugno, nell’ambito della Festa delle Associazioni sportive e di volontariato, che sarà ospitata proprio al Parco Gaspari, impegnati nella realizzazione del murales che raffigura la classica apertura utilizzata per inserire le monete, presente sulle slot machine, sui video poker e su qualsiasi altro gioco. All’inizio ci si infila solo del denaro, ma il vizio porta poi a vendere i proprio beni, simboleggiati da una bicicletta, una macchina, una casa, inseriti nella fessura destinata alle monete, per arrivare poi a “giocarsi” la propria vita, rovinata dal vizio del gioco.

«Azzardo bandito è il logo che contraddistingue il materiale promozionale e divulgativo del progetto Fate il vostro gioco, che vede l’assemblea dei sindaci dell’Ambito socio assistenziale impegnata già da qualche anno con iniziative volte a contrastare il fenomeno – ci spiega l’assessore alle politiche sociali e giovanili, Stefania Del Rizzo – e in questo progetto il Comune di Latisana ha ritenuto di accogliere la proposta di realizzare un murales che, simbolicamente e in maniera ben visibile, documentasse la volontà dell’amministrazione comunale di contrastare il gioco d’azzardo. E per questo ci siamo confrontati con l’artista che poi realizzerà l’opera, che ha interpretato molto bene l’intento dell’amministrazione e
infatti nel bozzetto che ci ha sottoposto e che la Giunta ha approvato il messaggio è davvero chiaro e immediato e non ha bisogno di essere spiegato o interpretato. E anche la scelta del luogo porta un messaggio, quello di contrapporre il gioco sano, possibile in un parco, al gioco d’azzardo».

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Mag201716

** CONVERSAZIONI D’ARTE **
tre incontri per intraprendere un breve viaggio nella storia dell’arte e nella lettura dei simboli

a cura di Eva Comuzzi

giovedì 25 maggio ore 20.15 — Catturare la luce e l’atmosfera. L’impressionismo fra il bucolico e lo scientifico. Monografico: Claude Monet, pittore a Venezia nel 1908

giovedì 8 giurgno ore 20.15 — Le muse d’oltremare. Esotismo e primitivismo nell’arte contemporanea.

giovedì 15 giugno ore 20.15 — Il Novecento fra distruzione e nuova creazione: Pablo Picasso.

conversazioni-darte

Ingresso libero

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Mag201716

SABATO 20 MAGGIO

** CARTE **

ore 18.30

Inaugurazione mostra personale di Francesco Patat

a cura di Eva Comuzzi

Artista attivo da diversi anni nel mondo della street art e del writing, Francesco Patat, con Carte si confronta per la prima volta con lo spazio chiuso e la realizzazione di una personale. Un evento che ha messo a dura prova l’artista e che vuole essere, come lui stesso ha affermato, “uno specchio della dualità che si riconosce e tenta una difficile ma inesorabile riconciliazione”.
Proprio per questo, Patat ha scelto di lavorare con materiali con i quali non si era mai relazionato sinora, quali la carta, la tela, le forbici, la colla e la cucitura a macchina.
Quest’ultima modalità, in particolare, recupera la tradizione dei progenitori: le mani abili della nonna, pazienti e più forti delle prove della vita, hanno fatto riaffiorare odori d’infanzia svanita e silenziosi insegnamenti, pronti oggi più che mai per essere attuati.

Francesco Patat è nato nel 1988 a Gemona del Friuli (UD), dove vive e lavora.

Ingresso libero

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A seguire :: ore 21.30
 
** live concert EVERY MONDAY **
** live concert THE HATS blues band **
 
— Ingresso gratuito riservato ai soci C.S.E.N. 2017 —
concert
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